capitolo dal libro  " DOMANI SI PARTE "

 

“Il rituale dopo la doccia”

 

 Pedrengo  11  ottobre  2000

Mentre lo sto asciugando dopo la doccia , mi guarda intensamente e mi dice :”Ci sono poche persone che curano i figli come fa il mio papà”.

Questa frase mi riempie  di gioia perché inattesa  e senza alcuna stimolazione da parte mia.

Un regalo così grande  mi ricompensa ampiamente di tanto lavoro e di tante delusioni.

In un moto di gioia lo abbraccio e lo stringo a me, il suo corpo appena lavato è ancora umido e vicino al mio.

Anche lui mi abbraccia e mi stringe seppur a fatica.

  Le nostre braccia formano due anelli attorno ad un tronco. Questo anello come tutti i cerchi è senza inizio e senza fine , è come nel girone della vita in questa giostra immensa in cui alla vita segue una morte e assieme alla morte si forma un'altra vita,  io penso  a Samuel a David a mia moglie ed a me.
Non avrei mai immaginato di voler così bene ad una persona.

In cambio della sua salute, la mia vita mi sembra una buona merce di scambio.  La morte  non  mi fa paura ed è da me agognata se c’è uno scambio con la felicità di Samuel.

  Il vapore acqueo dell’acqua calda della doccia ha formato delle gocce sulla mia fronte che scendendo  bagnano il corpo di Samuel, mi sembra che questa cessione di un liquido biologico sia una trasfusione della mia essenza per ridare vita ad un corpo con degli arti offesi e non ancora perfettamente funzionanti.

Un gemito giunge alle mie orecchie è Samuel che stretto dalle mie braccia si lamenta che lo sto stringendo troppo.

Ritorno alla realtà e vicino a me, stretto tra le mie braccia, c’è mio figlio, questo passerotto tremante che mi guarda con amore e nei suoi occhi scorgo una preghiera, una supplica, “papà ho bisogno di te”.

  Si, si, mio tesoro non ti preoccupare, papà sarà sempre vicino a te e ti aiuterà a raggiungere quegli obiettivi che ancora non padroneggi, ma che con volontà e con l’aiuto di Dio diventeranno tuo patrimonio.

  La porta improvvisamente  si apre, il nostro cane Husky Kiska, appoggiandosi alla maniglia l’ ha aperta ed adesso davanti a lei abbracciati e stretti tra due braccia  avvinte tra di loro   ci sono due persone che si guardano negli occhi come due innamorati.

Si è vero sono innamorato di Samuel,  vivo per lui,  lavoro per lui,  respiro per lui.

  La sua salute è la mia forza, il suo dolore è la mia croce, le sue disabilità sono le mie ferite che sanguinano e che solo quando, con la sua volontà, riesce a padroneggiare, finiscono di farmi soffrire.

  Io sogno per Samuel un futuro degno di tale nome. Lo vedo sposato con la mia figura in disparte, seduto su una poltrona, con gli occhiali calati sul naso e che si gode la felicità di questo figlio, tanto bravo, ma ancor più sfortunato.

  Non avrei mai pensato che si potesse voler bene ad una persona in un modo così profondo e come dice un proverbio :” Solo chi ha toccato il fondo può capire quanto è bella la risalita, dal buio alla luce “ realizzo che  è proprio vero con l’ Amore anche le salite più impegnative diventano delle comode strade in discesa.