Capitolo dal  libro "DOMANI SI PARTE"

 

Kiska; un amore a 4 zampe

 

Da poco eravamo andati ad abitare in quella casa che coronava il nostro sogno.

La villetta a schiera era circondata da una piccola striscia di verde che confinava con un immenso giardino.

La nostra vita aveva preso una bellissima piega, solo la nostra incoscienza ci consentiva di dormire tranquilli nonostante il pesantissimo mutuo stipulato per pagare il debito fatto, ma la gioia di mia Moglie di avere un nido tutto suo non ce ne faceva sentire il peso.

David il mio secondogenito, ora venticinquenne, dopo aver frequentato un corso triennale di motorista d’ auto aveva trovato lavoro presso l’ Officina Orlando R che elaborava auto Toyota per il campionato europeo rally; era la realizzazione del suo sogno di lavorare nel campo dei motori.

Samuel, mio primo Figlio, aspettava con impazienza da 2 anni che venisse chiamato a far il servizio militare; la cosa drammatica è che pur essendo ragioniere in quegli anni non aveva potuto trovare un lavoro adeguato in quanto era in attesa di chiamata.

Siccome in casa servivano soldi per pagare le pesanti rate del mutuo Lui accettò volentieri di lavorare in una Azienda a Bergamo anche se il lavoro di scaricare all’ aperto dei camion di una compagnia di trasporti non era certo pertinente al suo titolo di studio.

Sembrava che niente e nessuno potesse oscurare la felicità che aleggiava nella nostra casa.

Nell’ immenso giardino, che confinava con la nostra casa, c’ erano due splendidi esemplari di cane; un pastore tedesco di nome Jurgens ed un husky, chiamato Laski, essi ci gratificavano della loro amicizia venendo a chiederci coccole attraverso la rete di recinzione.

Purtroppo i due animali, per conquistare la nostra attenzione, e stabilire chi era predominante incominciarono a bisticciare tra di loro.

La Proprietaria, una Signora non più giovane spaventata dall’ idea di finire al centro dei loro litigi non ritenne più possibile possederli entrambi.

Ovviamente quello da sacrificare sarebbe stato l’ Husky, molto meno adatto a far la guardia rispetto al pastore tedesco.

Fortuna volle che prima di portarlo al canile ne parlasse a Samuel che, da sempre innamorato di questo cane, non ci pensò un attimo a chiederLe di regalarglielo.

Questo fatto venne a completare la felicità con la consapevolezza che ogni cosa andasse nel senso giusto.

Purtroppo, quasi ad anticipare un dramma ancora più grande che sarebbe successo di li a poco in casa nostra, ci capitò un episodio negativo.

Come in quei giorni d’ estate in cui un lampo squarcia improvvisamente il cielo sereno così anche la nostra felicità fu attraversata da un fatto che ci allertò.

Era il 1° novembre, quando Lasky entrò a casa nostra venendo subito riconosciuto come gradito ospite.

Purtroppo la tragedia incombeva da li a poche ore; al pomeriggio un flusso di sangue fuoriuscì dalla bocca del cane, lasciandoci tutti meravigliati; una velocissima corsa dal Veterinario non fece altro che confermare i nostri primi timori, era avvelenamento.

Un panico si impossessò delle nostre certezze, un clima di paura e di incertezze mise in dubbio la convinzione che la nostra gioia, acquisita in tanto tempo, potesse essere annullata in un così breve attimo

Purtroppo questo fulmine a cielo sereno non era che l’ anticipo di quello che avrebbe stravolto non solo le nostre giornate ma la nostra vita intera.

Il Veterinario fece delle iniezioni per cercare di rallentare la diffusione del veleno augurandosi che la forte fibra del cane resistesse alla probabile crisi cardiaca.

Probabilmente il cane, nell’ ultima notte trascorsa nella precedente casa era riuscito, non si sa come,a recuperare delle esche per topi, collocate sotto delle cataste di legna.

In casa regnava un clima pesantissimo e chi risentiva di più di questa batosta era proprio Samuel che si lasciava andare ad un pianto dirotto.

Ogni tanto mi fissava e cercava nel mio sguardo un segnale di coraggio e di non arrendevolezza.

Purtroppo la situazione si faceva sempre più tragica, Lasky deperiva a vista d’ occhio, ormai anche le forze stavano abbandonandolo e si reggeva a mala pena sulle gambe.

Per la sera Samuel preparò delle coperte in taverna, gli acquistò della carne cruda triturata fine e si coricò vicino a lui per accudirlo amorevolmente.

La notte fu lunga e angosciante, il cane, ogni tanto col respiro affannoso cercava di alzarsi ma non riuscendovi ricadeva al suolo.

Le ore passavano lente e l’ alba sorprese Samuel che spossato si era appena addormentato; al mattino Lasky, quasi a ringraziarlo per tanta dedizione ed amore lo svegliò leccandolo e facendosi trovare in piedi al suo fianco.

L’ urlo di felicità di Samuel svegliò tutta la casa e fece accorrere, in taverna presso il giaciglio, tutti i componenti della Famiglia.

Ci sembrava che il brutto sogno fosse finito e che quanto vissuto non fosse altro che un brutto incubo chiusosi velocissimamente.

La colazione ci vide tutti felici e sorridenti attorno al tavolo, un veloce abbraccio a Lasky e quindi tutti i maschi di casa andarono al lavoro.

Solo successivamente seppi da mia Moglie che, quella gioia immensa, quella performance che Lasky ci aveva regalato, non era che il suo ultimo modo di dirci grazie.

Appena fummo usciti di casa questa sua rinnovata salute sparì e pagando lo sforzo fatto, al mattino, per reggersi in piedi crollò a terra.

Lui, per non farci preoccupare, aveva raccolto tutte le residue forze fingendo di essere migliorato ed in via di guarigione.

Al cuore non si può mentire ed al lavoro sia Samuel che il Papà non si sentivano tranquilli per cui, quasi a presagire qualcosa, verso le 10,30 entrambi, all’ insaputa uno dall’ altro, chiesero un permesso per lasciare in anticipo il lavoro e volare a casa.

Lasky, ancora sfinito per lo sforzo del mattino era ancora fermo nella posizione che il suo corpo aveva assunto quando era crollato a terra dopo che i suoi padroni erano usciti da casa.

Era fermo in una posizione quasi marmorea, con la testa reclinata su un lato.

Mia Moglie ci disse che ormai era in quella posizione già da due ore e che a tutti i suoi richiami non aveva mai risposto.

Samuel corse in taverna chiamandolo a gran voce, dopo qualche secondo, quasi che il cane avesse avuto bisogno di un po’ di tempo per raggruppare tutte le sue forze rimanenti, avvenne un fatto incredibile.

Lasky, alzò la testa e, con un ultimo sforzo, si alzò sulle gambe e si mosse verso Samuel, leccandogli il viso prima di stramazzare di nuovo al suolo.

Questo sforzo estremo, con il quale volle ringraziare Samuel, lo svuotò completamente di forze e accelerò ancor di più la sua fine.

Senza profferire parola Samuel lo prese in braccio ed insieme partimmo in macchina alla volta del Veterinario.

Il tragitto era bravissimo, ma il tempo impiegato ci sembrò lunghissimo; pareva che tutti gli eventi, i semafori, il traffico ed i pedoni fossero tutti coalizzati per rallentare la nostra corsa verso l’ unico che avrebbe potuto, se non fermare, almeno rallentare gli eventi.

Purtroppo il Dottore non poté che confermare la morte di Lasky.

Era il 2 novembre 1995.

Nei giorni successivi un’ atmosfera pesante regnava in casa e solo una promessa a Samuel riuscì a farla stemperare nell’ aspettativa dell’ arrivo di un nuovo Husky da amare.

Ovviamente l’ acquisto del cane sarebbe avvenuto solo con la buona stagione in quanto in inverno ci sono maggiori problemi nello svezzamento a causa del giardino impraticabile per la brutta stagione.

Ad ogni piè sospinto, ad ogni ricorrenza, per S. Lucia, per Natale, ad ogni volta che si parlava di regali Samuel spingeva a più non posso per avere il cane in regalo.

Venne il 16 gennaio 1996 ed un Samuel, radioso come da mesi non vedevo, mi annunciò che c’ erano dei cuccioli di husky in vendita presso l’ allevamento Lussana.

Difficile fu la trattativa per posticipare ancora di qualche settimana l’ acquisto del cucciolo e Samuel si dimostrò irremovibile.

Fissammo alla sera, al termine del lavoro, il momento in cui ci saremmo recati a Torre de Roveri, paese confinante col nostro per visionare i cuccioli in vendita.

Una fitta ed improvvisa nebbia scese sulla strada, tanto che, roba da non crederci, sbagliammo addirittura la strada che non era altro che un rettilineo.

Anche il tempo sembrava si fosse alleato con me per prorogare oltre il momento dell’ acquisto di questa nuova creatura che sarebbe entrata in casa nostra ed avrebbe fatto compagnia alla nostra cara cagnolina Berny che mostrava sul corpo tutti gli acciacchi che la vecchiaia comporta.

Il piano d’ azione concordato tra i 4 Membri della Famiglia era di acquistare un altro cuccioli husky di sesso maschile.

Finalmente giungemmo alla Tenuta Lussana; i guaiti ed i latrati di tanti cani si mischiavano in un concerto che inserito nel buio della serata rendeva tutta la situazione quasi lugubre.

Ma tutto ciò svanì quando , entrati in un recinto, una luce squarciò quel buio tenebroso lasciandoci vedere una bellissima husky di nome Sophie, mamma di 5 splendidi cuccioli, intenta ad accudirli.

Chiedemmo che ci venisse mostrato un maschio ma, improvvisamente, mentre gli altri si stringevano alla loro mamma , quasi a presagire il vicino distacco, un batuffolo di pelo, su delle gambe ancora incerte uscì dal gruppo e si accovacciò tra i piedi di Samuel.

Questo fatto, da noi non preventivato, scombussolò i nostri piani.

Quasi ad anticipare le nostre richieste questo Cucciolo aveva deciso di ADOTTARE, come suo padrone il mio Samuel, ovviamente non potemmo non tenere in considerazione questa dichiarazione d’ amore e quel cagnolino tornò a casa con Noi.

Prima di ripartire, venimmo informati che Kiska, questo era il nome che Samuel aveva prestabilito, era figlia di Sophie che in gioventù era stata campione del mondo della sua razza.

Per cui senza averlo voluto ci trovavamo in casa un cane di razza "nobile" a cui avremmo dato le stesse attenzioni e lo stesso affetto già dato a Berny che era il nostro fedele cane meticcio; tra l’ altro vincendo due gare regionali in concorsi di bellezza tenuti negli anni 2000 e 2001, Kiska dimostrò di essere all’ altezza della fama della mamma.

Samuel era felice come non mai e fece tutto il possibile per allevarlo con severità.

Acquistò un libro ad hoc che io chiamai il " Benjamin Spooh " per cani e si mise ad applicarne gli insegnamenti in maniera molto rigida.

Persino di notte dormiva in taverna per insegnarle il " galateo".

Quando rientrava dal lavoro usciva a passeggio con Kyska per tenerla in forma.

Da quel 16 gennaio 96 la serenità sembrava tornata nella nostra casa; ma il futuro prossimo ci avrebbe riservato una realtà ancora più drammatica dell’ episodio della morte del precedente cane Lasky.

Quasi il Destino stesse facendo le prove delle ricorrenze di date, ricevemmo il petgrai di Kiska; grande fu la nostra sorpresa quando scoprimmo che il Cucciolo era nato il 2 novembre 1995 proprio lo stesso giorno in cui era deceduta Lasky.

Purtroppo un’ altra ricorrenza drammatica si stava realizzando; il 16 febbraio 1996, 30 giorni dopo l’ ingresso nella nostra Famiglia di Kiska, un Destino crudele estrasse, sulla ruota della vita un biglietto con su scritto il nome di Samuel.

Quel venerdì, molto freddo, Samuel aveva lavorato all’ aperto per scaricare dei camion.

A mezzogiorno a tavola si lamentò di non sentirsi bene e dopo mangiato nel viaggio di ritorno, in moto, il freddo accumulato al mattino unito alla digestione causò una congestione.

Lo svenimento mentre si trovava in viaggio causò una caduta ed il relativo grave incidente; da subito furono evidenti le condizioni disperate di Samuel per le lesioni alla testa, con devastanti traumi cranici, nonostante la presenza di un casco di qualità che gli salvò la vita.

Samuel per 45 giorni, in rianimazione, restò a rischio di morte e superato quel pericolo, venne ricoverato a Mozzo (BG) nel Centro di Riabilitazione in coma vegetale e con una paresi a metà corpo definita dai Medici come irreversibile.

Dopo alcuni mesi, stante l’ assenza di miglioramenti neppure ipotizzabili, venne dimesso e riportato a casa.

La disperazione, il dolore, la solitudine erano le presenze più ingombranti che aleggiavano in casa mentre Kiska, che nel frattempo era cresciuta, ogni tanto si alzava sulle gambe per curiosare sul letto alla ricerca del viso del suo Padroncino.

Ma la Fede. l’ Amore e la Speranza furono più forti e cocciute delle sentenze inoppugnabili che erano state emanate a carico di Samuel.

Pian piano avvennero degli episodi che i Dottori dichiaravano inspiegabili e che Noi chiamavamo "Miracoli".

Samuel regredì dal coma vegetale al coma vigile ed infine incominciò ad essere contattabile.

Purtroppo questa grande gioia fu frenata dal fatto che Samuel si stava risvegliando in uno stato aggressivo tale che eravamo obbligati a contenerlo nel letto mettendogli dei lacci al polso ed alla caviglia destra oltre ad infilargli un guanto da pugile sulla mano.

Tutte le volte che qualcuno si avvicinava rischiava pugni e calci, tanto che in una occasione, addirittura, sfruttando un attimo della nostra disattenzione, con un calcio ruppe il naso alla Signora Anna Maria che lo stava accudendo.

Una sorte analoga capitava a Kiska che continuamente gli si avvicinava, forse per fargli coraggio e sistematicamente veniva ricevuta con pugni e con tiratura di peli.

Ma questo cane, pur sapendo il rischio che correva non rinunciava a fare la sua parte per aiutarlo a ritornare il Samuel che lui aveva adottato quel 16 gennaio 1996.

E tanta insistenza e tanto Amore, pagato con aggressioni sistematiche, alla fine venne ripagato.

Il 2 maggio 1997, giorno del compleanno di Samuel, Kiska decise che era venuto il momento di obbligarlo ad accettarla e , rischiando veramente tanto, con un balzo scavalcò le sbarre ed atterrò nel letto sulle coperte accanto al suo Samuel.

Dapprima grande fu la nostra sorpresa per questa azione che inizialmente non riuscivamo a comprendere; quindi grande fu la nostra paura per il male che gliene poteva derivare infine immensa fu la gioia quando Samuel, in risposta a questa dichiarazione d’ Amore anziché aggredirlo mosse nella direzione del viso di Kiska la sua mano paralizzata che prontamente venne riempita di baci.

Un altro grande piccolo miracolo era successo quel 2 maggio del 97; la rabbia e la violenza che annidava nella mente di Samuel grazie anche a quel gesto splendido, di dedizione totale a disprezzo della propria incolumità, incominciò ad evolvesi verso una normalità.

Da quel momento Kiska poté avvicinarsi a Samuel in ogni momento, senza più rischiare nulla ma ricevendo in cambio carezza e baci a compensazione di questo suo gesto sublime