|
Capitolo dal libro "DOMANI SI PARTE"
L’ eclisse totale di sole: il diritto ed il rovescio
Nell’ antichità il sole era ritenuto l’ origine di ogni cosa e la sua possibile sparizione, al di fuori della notte, era vista con terrore e prefigurata come indice di calamità. Quando avveniva una eclisse di sole, ogni certezza veniva cancellata e la disperazione che seguiva era accompagnata anche da suicidi di massa. Anche nella vita di ognuno, a volte avviene una eclisse totale di sole e solo chi pensa positivo riesce a resistere alla disperazione che lo attanaglia e forte della speranza che lo anima, riesce comunque a far si che che anche da questa "disgrazia" derivino cose positive. Anche per mio figlio Samuel, 5 anni fa, all’ età di 22 anni, a causa di un drammatico e incolpevole incidente in moto, è avvenuta una ECLISSE TOTALE di SOLE, e nel momento di buio totale la sua vita è stata quasi completamente sradicata. Solo la Speranza, la Fede, la Solidarietà e la Fortuna hanno fatto si che non venisse scritta la parola fine sulla sua esistenza. E lui, attaccato con la disperazione, a questo mondo, adesso è ricomparso e dal cono d’ ombra dell’eclisse che si sta concludendo emerge la sua immagine che questo tragico evento ha completamente stravolto e modificato. Ma il suo sorriso e la sua voglia di vivere risplendendo di luce propria facendo ombra al sole stesso e, grazie all’ aiuto di tutto e di tutti, cerca di ritornare ad un livello di vita che sia degno di tale nome. Purtroppo, negli ultimi tempi, sempre più eclissi di sole stanno colpendo gli abitanti di questo pianeta e non sempre dall’eclisse di sole che va a terminare, dal cono d’ ombra che scompare e che libero l’ immensa luce del sole appare l’ oggetto vittima di quell’ evento. Non sempre per tante Mamme e Papà il volto, seppur martoriato del proprio Figlio ricompare come è riapparso il mio Samuel. Molto toccante è stata la disgrazia che il 2/6 che, a causa di un incidente successo a Cividate, tra auto e moto, ha buttato nella disperazione più nera molte Famiglie. In quella occasione, come succede di frequente, molto è stato il "rumore" di tale notizia dando origine ad articoli di stampa, a commento di questo tipo di disgrazie, di segno opposto. Ed è con riferimento a queste diverse valutazioni che mi sento di esprimere il mio concetto, forte dell’ esperienza che ho maturato nell’ Eclisse Totale di Sole che ha colpito Samuel. 1 Come punto fermo di questa mia analisi mi riferisco all’ articolo scritto sull’ Eco di Bg il giorno 4/6 dal Direttore Ettore Ongis e nei giorni seguenti dal giornalista Alberto Carrara. Entrambi hanno un taglio diverso, seppur eccellente, e mettono in mostra come si possa, di fronte ad un fatto preciso, o allertare i lettori o banalizzarne l’ argomento. Nell’ articolo del Direttore si recepisce una denuncia del modo di intendere queste disgrazie che non devono essere solo un argomento che va per la maggiore, specie nei dopo fine settimana. Il Giornalista, correttamente lancia un grido d’ allarme in quanto a questo fenomeno,a torto, si ipotizza che siano principalmente interessati solo quelli direttamente coinvolti. Invece in questa denuncia tutti vengono chiamati in causa in quanto, in questa vita che sembra una gara in autoscontri, la prossima chiamata potrebbe essere per uno qualsiasi di noi. E la cosa più tragica che a questo appello si concorre per comportamenti sbagliati sia da parte nostra sia da parte di altri scriteriati che ci coinvolgono nella loro roulette russa. Dietro a questa realtà vera e brutale c’è n’è un’ altra che in questi articoli, per il taglio che è stato dato,loro, non è stata toccata. Se la Bergamasca è ai primi posti, purtroppo, nelle classifiche per quanto riguarda le persone morte a causa di incidenti da 18 a 40 anni, non diversamente lo è nella graduatoria delle persone che portano sul loro corpo i postumi dell’ incidente. Per alcuni postumi o lesioni ossee si può porre rimedio ma per le lesioni traumatiche del cervello, con coma più o meno profondo, anche dopo passata la prima emozione, legata all’ evento, rimangono nella Vittime tracce profonde di dolore e sofferenza. Questi eventi residuali, già dimenticati dopo la prime settimane, continuano a produrre effetti negativi sui soggetto interessati e, cosa stranissima, come una epidemia silenziosa ma contagiosa, rende a sua volta disabile le Famiglie dei Ragazzi traumatizzati. Se la notizia dell’ incidente ha avuto risonanza notevole con attestati di solidarietà ed a volte anche d’ aiuto, il dopo incidente ed il futuro per le persone con lesioni al cervello, dopo il coma, inizia una un calvario indescrivibile che coinvolge nella sua evoluzione negativa tutto e tutti. Abbiamo casi in cui la disperazione o l’ impotenza ha portato Mamme o Papà a disconoscere i propri Figli in quanto il trauma aveva sconvolto tutti i criteri razionali affettivi. Tanta è positiva l’ impostazione dell’ articolo del Direttore, tanto ritengo , secondo la mia interpretazione, non molto corretta quella scelta da Alberto Carrara. 2 In questo articolo si parte dall’ analisi, parlando della trasmissione di RAI2 "I Fatti Vostri" della presenza sul video di racconti dolorosi con riferimento a disavventure di ogni tipo. Questa "moda" si dice ripresa da tante altri emittenti e riferendosi ad Attali, consigliere di Mitterand, riporta una frase sintomatica in cui " gli interpreti si fanno vedere per esistere mentre gli Spettatori compatiscono l’ infelicità degli altri per meglio sopportare la propria." "I racconti commoventi e lacrimosi delle sventure hanno funzione similare ……… Ma tutte queste storie di dolori e sofferenze sono vere consolazioni?" Pur condividendo, in parte queste valutazioni, non le ritengo esaustive dell’ argomento. Io ho un Ragazzo che è uscita da un gravissimo coma e che dopo 5 anni necessita, pur di fronte ad una evoluzione, che ritengo "miracolosa", di una assistenza di 24 ore su 24. Ebbene, io sono stato su RAI2 il 24/4 c.a. a " I Fatti Vostri" e sono grato ed entusiasta di questa trasmissione e della esperienza che ho maturato. In quei pochi minuti a disposizione ho avuto la possibilità di dichiarare che Samuel ed Io siamo " FORTUNATI" e di avere avuto una immenso gratificazione da questo passaggio televisivo. Spero che gli Spettatori " razionali " e più sensibili, di fronte a questo INNO alla VITA si saranno chiesti se le loro angosce , i loro stress, le loro incazzature quotidiane, di fronte a simili esempi siano degne di assorbire tante energie ed essere ritenuti tanto importanti. La conferma della giustezza della mia analisi ha avuto riscontro nel numero di telefonate ricevute da moltissime parti d’ Italia da tante Persone, che fanno parte di questo esercito, che mi hanno ringraziato per la "INIEZIONE DI FIDUCIA" che ho dato loro. I lettori lo sanno che nel ’99, in Italia c’ erano 2.650.000 persone disabili e se ci affianchiamo 1 solo familiare di sostegno abbiamo che il 10% della popolazione non è solo spettatore ma è interprete di un ruolo che da’ sofferenza , angoscia e solitudine. Una risoluzione del Parlamento Europeo sulla disabilità del 4/4/01 ricordando i 37 milioni di disabili in Europa, dichiarando il 2003 anno europeo dei Cittadini Disabili, auspica una elevazione del livello di informativa e di iniziative sul mondo di queste Persone diversamente dotate, da parte dei mass media alfine di contribuire a ridurre il numero di questo esercito di Cittadini discriminati e silenziosamente sofferenti. Sentire che un Ragazzo è uscito dal coma, nonostante le diagnosi non lo lasciassero prevedere, che è tornato a camminare dopo 2.5 anni di carrozzina, non sono notizie TRISTI ma sono notizie RADIOSE che contagiano di felicità tutti quelli, e siamo in tanti, che hanno scordato che cosa fosse, a causa di un ingrato destino, una vita normale. Il vero problema è esattamente l’ opposto; è l’ ingorgo in TV delle trasmissioni leggere che non Ti obbligato magari neanche a fare delle riflessioni profonde. I programmi legati agli "affari di cuore" che se anche non costruiti in studio, non hanno senz’altro la forza dirompente delle parole di chi la "malasorte" l’ ha provata nel cuore e nel corpo innanzitutto di chi ama e successivamente, per contagio, anche su se stessi. Solo parlandone di più e parlandone spesso, prendendone consapevolezza si può affermare che CONOSCERE E’ ANCHE PREVENIRE . Dobbiamo ricordare che NOI SIAMO IL NOSTRO CERVELLO e la coscienza di ciò ci consentirà anche di ridurre le morti per "spensieratezza". Tornando all’ argomento oggetto di questa nostra lettera, il messaggio che ci sentiamo di dare a tutti le Mamme e Papà che sono riusciti a sopravvivere alla loro ECLISSE TOTALE di SOLE di aspettare, con Speranza il momento in cui il cono d’ ombra scomparirà e riapparirà, non si sa in che condizioni, il viso amato del loro Figlio. Ed come un Papà già vaccinato dal Destino mi sento di dare quest’ ultimo consiglio: " LA COSA PIU' DIFFICILE DA ACCETTARE E’ DI DARE AMORE SOLO AL FIGLIO CHE CONOSCIAMO, MENTRE IL VERO ATTO D’ AMORE E’ QUELLO DI VIVERE PER LUI PRESCINDENDO DA COME LUI E’ ADESSO O DA QUELLO CHE POTRA’ ESSERE IN FUTURO "
PS.: Chi vuol approfondire la Storia di Samuel, di cui il Papà sta scrivendo il libro, o contattare la Associazione Amici Traumatizzati Cranici può farlo sul sito internet www.samuelp.net tel. 035/663535 0368/3938894
|