PREFAZIONE ALLA LETTERA

Della Dr.sa Mazzucchi

 

Dopo 4 anni dall' incidente, ad aprile 2000, ho sentito la necessita' di portare Samuel in un altro centro, dopo quello di S.Girogio a Ferrara, per un nuovo esame neuropsicologico.

A tal fine sono andato, a Fontanellato di Parma, presso l' Ospedale Cardinal ferrari, dalla Dr.sa Mazzucchi che, dopo aver visitato una prima volta Samuel ed aver espresso indicativamente delle valutazioni "tendenti al bello", in una analisi successiva m' ha dato una analisi cruda e dura dalla quale emerge che per Samuel non c'è nessuna possibilità di ulteriori progressi.

Questo ovviamente in funzione dei parametri medici da Lei adottati.

Dopo la lettura di questa "condanna a morte" per posta elettronica ho scritto la lettera: "Non lasciate che uccidano la speranza".

Nella telefonata che è seguita ci siamo chiariti che Lei non poteva esprimetrsi diversamente in funzione delle conoscenze mediche che si hanno nel campo ma la conversazione si è chiusa con l' augurio che il mio sogno di accompagnare Samuel all' altare, si potesse avverare.

 

    capitolo dal libro  " DOMANI SI PARTE

Pedrengo 4/4/2000

Dr.sa Mazzucchi Anna

 

Oggetto : NON LASCIARE CHE UCCIDANO LA SPERANZA

 

Cara Anna, mi passi il termine affettuoso ma, dal primo contatto telefonico e dai successivi, ho sentito in me una sensazione che mi porta a considerarLa un’amica.

Lunedi 27/4 quando mi sono recato a Fontanellato una gioia interiore mi animava e, durante tutto il viaggio, accompagnato dal ticchettio dell’acqua sulla vettura, accanto a me c’era seduta , mia compagna ormai da ben 4 anni, la SPERANZA.

A Lei, assieme alla FEDE, devo la mia tranquillità interiore e la forza di lottare che mi ha sorretto fino ad oggi.

Ebbene con Lei ho dialogato tutto il viaggio ed avevamo già fatto i piani in cui le indicazioni della Dr.sa Mazzucchi entravano ad incastro nel progetto di recupero del mio Samuel.

Vedevo il Dr. Melizza che, affiancato da altri Colleghi, si concentrava su come usare al meglio le indicazioni che io avrei portato loro, quale novello Cristoforo, da Fontanellato, da questo luogo troppo tardi da me scoperto.

Mi ricordo quando Lei, parlando con mia Moglie, la cui amica più fedele è stata la disperazione, la rincuorò dicendole che quei Dottori,avevano sbagliato dandole quelle notizie sul futuro di Samuel che, seppur corrette deontologicamente, non le avevano lasciato nessuna speranza.

Guai se la parola " NESSUNA PROBABILITA’ " resta l’unico sostegno a cui appoggiarsi.

La fiducia, l’aspettativa, il progetto utopico distrutto trascina con sé le energie e le forze di tutti quelli che ci avevano creduto .

Le frasi "serve un miracolo perché esca dal coma vegetale; la paresi è irreversibile; il recupero della vista; i tendini del braccio sx non atrofizzati ne doloranti alla riabilitazione dopo 4 anni di paresi, sono tutti episodi superati e la cui carica esplosiva è stata usata ,dalle persone che vogliono bene a Samuel come propulsore per scalare nuovi ostacoli.

Il 28 e 29 marzo li ricorderò come giorni bruttissimi in cui una frase di 12 parole "data l’entità del deterioramento non è prospettabile un programma riabilitativo cognitivo formale " è riuscita a farmi tremare come neppure mi era succeso nei giorni in cui Samuel era a rischio di vita.

Mi ricordo la meraviglia della Dr.sa De Filippi quando, al secondo controllo, dopo un mese di esercitazioni di logopedia, s’era sbalordito dei progressi che aveva avuto Samuel e m’aveva stimolato a "buttare" Samuel in mezzo ai ragazzi per aiutarlo nel suo recupero.

Le parole scritte nel referto dell’elettroencefalogramma "tracciato nei limiti della norma", la poesia imparata a memoria da Samuel mi dicono che non devo arrenderMI.

Tutte quelle "brutte parole" come: " interazione inadeguata; contenuti deficitari; assoluta incapacità; numerosi errori; capacità circoscritte; non si evidenziano miglioramenti; marcato disorientamento; capacità gravemente compromesse" sono purtroppo vere ma io non mi arrendo lo stesso.

Non posso ne voglio entrare in contestazione con i contenuti dell’analisi dell’esame neuropsicologico, ma io so che c’è un mondo che anche i più Grandi non conoscono a puntino ed è in questo spazio che io mi ci butto e mi ci attacco come un naufrago in mezzo all’oceano, attaccato con la forza della disperazione ad un’asse galleggiante, rimasuglio della bellissima nave affondata.

A Bergamo stiamo aspettando le indicazioni di come comportarci con Samuel per consentirgli di continuare a migliorare.

Non so dove potrà arrivare, sono sicuro che comunque, se mi sarà permesso di provare, alcune "brutte parole" contenute nella relazione neuropsicologica andranno a finire nella bacheca dei ricordi con la dicitura "non era possibile, in base alle nostre conoscenze, diagnosticare che potesse arrivare lì"

Cara Anna, è con le lacrime agli occhi, col cuore che soffre, con la tempia che mi scoppia che Le chiedo supplicante " NON UCCIDA LA SPERANZA ".

Dia al Dr. Melizza ed ai suoi Colleghi i "Compiti" per Samuel, mi lasci tentare, anche se la razionalità del suo ruolo Le dirà che tutto ciò potrebbe essere inutile.

Consenta che la forza che, in questi 4 anni tormentati, ha sempre sorretto questo Padre non abbia a spegnersi ed a continuare a sognare per Samuel una vita degna di tale nome.

La saluto caramente e la chiamerò al telefono quanto prima

Pelliccioli Stefano