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Capitolo dal libro "DOMANI SI PARTE"
" Una parabola umana "
Ferrara 20 ottobre 2000 Mi sposto dall’ Ospedale S. Giorgio, dopo ormai 15 giorni di degenza, e vado in centro a Ferrara. Dopo il castello, la statua di Savonarola con la mano protesa mi indica la Cattedrale, sembra quasi che mi stia aspettando e sia impaziente che io mi ci rechi. Mentre la raggiungo con Samuel, un ragazzo di colore mi offre l’acquisto di un opuscolo da leggere per Samuel. E’ la storia di Gesù Bambino e nel colloquiare con questo ragazzo scopro che è mussulmano. Nel salutarlo mi garantisce che pregherà Allah per Samuel e la cosa mi apre il cuore alla gioia. Entro in chiesa con Samuel, sta per iniziare la S. Messa e ci accomodiamo nei banchi: che bello vedere il mio Samuel in piedi vicino a me vestito di un sorriso smagliante. Il mio pensiero corre al Vangelo quando Gesù Bambino fu presentato al tempio. Anch’io lo faccio perché Samuel ha la purezza di un bambino ed il suo corpo martoriato è il corpo di uno che ha raggiunto il diritto di chiedere aiuto. La cerimonia corre veloce, alla consacrazione la mia estasi è sublime. Gesù disse che solo chi è sveglio al momento del suo arrivo sarà premiato e Samuel è lì sull’attenti che lo aspetta. Vuol far la Comunione, ricevere Gesù nel suo cuore. Ed io penso che Dio non può non vedere questo cucciolo nascosto nel corpo di un uomo che aspetta che la sua mente si evolva e raggiunga nella sua evoluzione l’età delle sue membra. Dopo la consacrazione il Sacerdote inizia a recitare il "Padre Nostro". Anche Samuel lo recita , questo ragazzo con difficoltà di dizione sta scandendo le parole della preghiera che Gesù ci ha insegnato. Lo guardo meravigliato, normalmente quando parla una specie di frenesia lo coglie e lo porta a scandire le parole una attaccata all’ altra. Stavolta no, sta sillabando tutta la preghiera, senza nessun interferenza verbale. Una cosa inaspettata e meravigliosa accade, senza che nessuno abbia detto niente, Samuel piglia la mia mano sinistra e la alza verso l’alto. Io mi trovo a braccia aperte ed alzate protese verso l’altare mentre recito la preghiera che ci ha insegnato Gesù. Un’emozione intensa mi pervade, un calore si impadronisce del mio corpo e mentre scandisco questa orazione delle lacrime scendono dai miei occhi. Mio Dio come sono felice. Samuel ed io, con le braccia alzate stiamo intercedendo verso il Signore. Queste braccia legate tra loro formano una parabola atta a ricevere tutto il bene che Dio ci vorrà dare. Un pensiero venale mi attraversa la testa, come un highlander quando un suo simile muore riceve tutta l’energia che c’era in quel corpo, così anche noi siamo pronti a ricevere tutta l’energia positiva che la morte di Gesù ha provocato. In un brano del Vangelo c’è scritto che un padre cattivo, quando deve far qualcosa per suo figlio non lascia nulla di intentato per poterlo esaudire. Dio, che è Padre Misericordioso non può essere da meno di un genitore cattivo e Samuel ed io siamo in paziente attesa che questo Padre ci ridia quello che forse noi, a torto, riteniamo che ci abbia tolto. Una tremenda serenità si impossessa delle mie membra e mentre passo davanti al quadro della Madonna della Colonna , il Divino Bambino mi guarda e mi sorride, mi giro di colpo e rivedo Samuel che sta fissando quel volto e ricambia il sorriso. Povero Samuel, povero Gesù, entrambi hanno provato sul proprio corpo un dolore non da loro richiesto, ne provocato, ma alla fine anche Samuel come Gesù avrà la propria resurrezione e solo allora lo scopo della mia vita avrà raggiunto il suo obiettivo.
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